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Il punto di vista della Dirigente

 

I preoccupanti segnali di disagio che investono il nostro tempo dovrebbero interrogare ogni adulto responsabile e chiamarlo con urgenza a svolgere una presenza più significativa negli ambiti vitali che sono: famiglia, scuola, lavoro, società e politica. In questa cultura della complessità, molto spesso, essendoci molteplici punti di riferimento, gli stessi adulti fanno molta fatica ad orientarsi, per individuare le scelte migliori da compiere quotidianamente. A maggior ragione questa difficoltà caratterizza i bambini ed i ragazzi i quali devono poter contare su due pilastri importanti per la loro formazione: la famiglia e la scuola. Tutti oggigiorno vanno a scuola e gran parte dei minori vive l’esperienza di genitori/familiari che si occupano della loro crescita pertanto vale veramente la pena che queste due agenzie educative sappiano recuperare un ruolo centrale ed intessere significative sinergie per tutelare i nostri ragazzi, aiutandoli a diventare adulti saggi ed equilibrati. Alcune indicazioni possono essere desunte dall’interessante libro scritto da Don Antonio Mazzi ed intitolato “Come rovinare un figlio in dieci mosse” Edizioni San Paolo, il quale pur essendo rivolto ai genitori offre notevoli spunti per tutti gli educatori. L’autore dopo aver indicato i comportamenti da evitare in educazione (mettere la famiglia dopo il lavoro,viziare, non sgridare mai, accontentarsi del 6-, dispensare carezze di seconda mano, farsi vedere depressi, essere padri latitanti e/o incoerenti, iperproteggere, imbottire di merendine, permettere la visione di troppi programmi televisivi o l’eccessiva e non controllata connessione con il computer, lavarsene le mani, lasciare che il figlio si annoi e…svegliarsi solo quando è grande) fornisce i seguenti suggerimenti:

*dedichiamo più tempo all’ascolto sia a scuola sia in famiglia (sarebbe auspicabile che i figli tornando da scuola trovassero a casa almeno un genitore ad attenderli ed i primi venti minuti del rientro dovrebbero essere dedicati al colloquio e alle coccole);

*cerchiamo di non dare tutto e subito: i bambini ed i ragazzi hanno troppo, non c’è dubbio. Il consumismo fa scomparire il desiderio e apre le porte della noia;

*incoraggiamo gli incontri con personalità forti, profetiche e significative;

*avviamo dai tre ai cinque anni i bimbi ai lavoretti di casa, per iniziare a responsabilizzarli (e continuiamo a farlo anche in seguito);

*impegniamo ed abituiamo al bello i bambini fin da piccoli, incoraggiando la cultura artistica: teatro, musica, arti visive regalano il desiderio di migliorare. I soldi spesi per la cultura sono quelli che rendono di più;

*diamo la giusta importanza all’attività sportiva, soprattutto quella svolta in gruppo;

*mettiamo un salvadanaio nei contesti educativi per instillare nei bambini il sentimento della solidarietà per i coetanei meno fortunati;

*curiamo con particolare attenzione, soprattutto in adolescenza,le frequentazioni dei figli.

Gli interventi vanno promossi fin dall’infanzia dei bambini perché non possiamo immaginarci che debbano essere i Carabinieri a completare o correggere quello che come adulti noi non abbiamo mai completato e corretto.

L’invito è quello di risaldare alcune connessioni educative fondamentali che legano positivamente i genitori ed i figli e gli alunni con i loro insegnanti. Purtroppo negli ultimi decenni abbiamo tentato:

*in famiglia di sostituire questi rapporti con un di più di regali, cibi e oggetti di ogni tipo;

*a scuola di non esplorare bene le ricchezze che stazionano nella testa e nel cuore degli alunni, accontentandoci di “omogeneizzare” gli interventi.

I ragazzi hanno risposto ingrassando, chiudendosi nelle loro camerette, abbassando l’autostima e sviluppando poco interesse per i successi scolastici che richiedono impegno e sacrificio.

La famiglia, in pochi anni, si è trasformata da nido caldo e rassicurante in una scatola colma di solitudini e la scuola come luogo dove non sempre si attiva la curiosità per il sapere e la motivazione all’apprendere.

Corriamo ai ripari in fretta:

-a casa cominciamo da qualche ora di ascolto in più, ricorriamo meno ai bancomat, ritiriamo ogni delega alla TV ed al computer;

-a scuola impegniamoci a ricavare il meglio dai nostri alunni, esaltando la metodologia della personalizzazione perché è molto più comodo fare uguali i diversi, che diversi i diversi.

Auspico come professionista dell’educazione e dell’istruzione di poter sempre contare sulla collaborazione continua e costante tra scuola e famiglie perché solo con questa intesa preziosa posso insieme all’équipe dell’Istituto Comprensivo di Pescantina tutelare i nostri bambini e i nostri ragazzi: la scuola e la famiglia devono porsi come sponde sicure per far defluire, senza tracimazioni deleterie, il fiume della loro vita.

 

In questo contesto assumono rilievo le seguenti finalità:

favorire lo sviluppo dell’autonomia e la maturazione personale in relazione al proprio sesso e alla comunità di appartenenza ed educare al rispetto reciproco, all'accettazione delle differenze e alla solidarietà universale;

promuovere lo sviluppo di competenze sensoriali, percettive, motorie, linguistiche, logiche, antropologiche, artistiche ;

dare le “chiavi di lettura”, il metodo di lavoro, le capacità/abilità di base che consentono una formazione continua, permettendo così la trasformazione del sapere in saper fare e in saper essere, e il consolidamento della fiducia in se stessi;

sviluppare la capacità di orientarsi, agevolando la consapevolezza del rapporto con il mondo esterno per comprendere la realtà, interpretarla, intervenire per modificarla con il proprio contributo.

Questo istituto è caratterizzato dalle seguenti proposte educative:

· l’educazione interculturale, che ha come obiettivi:

1. rafforzare la propria identità individuale o di gruppo, non in contrapposizione, ma in comunicazione con gli altri;

2. sviluppare una personalità curiosa, attenta, disponibile, democratica, sensibile, rispettosa dell’altro;

3. diventare capaci di riflettere su di sé, sugli altri, sugli stereotipi e i pregiudizi, dimostrando capacità autocritiche;

4. prendere coscienza della complessità, ma anche della relatività dei punti di vista e quindi essere capaci di cambiare il proprio;

5. essere capaci di accettare e convivere costruttivamente con il diverso, riconoscendone i diritti;

· l’attenzione per il territorio e l’ambiente;

· la condivisione di momenti significativi con le famiglie (feste, incontri formativi, colloqui);

· la partecipazione e la realizzazione di spettacoli teatrali e concerti in collaborazione col C.E.A. di Pescantina e con professionisti provenienti da altre realtà;

· la valorizzazione della progettualità e dell'operatività all'interno dei percorsi curricolari e laboratoriali;

· le iniziative per suscitare il piacere della lettura (mostra del libro, biblioteca);

· l’attenzione rivolta allo studio delle lingue straniere ( lingua inglese dalla prima elementare e due lingue straniere comunitarie, inglese e tedesco, nella scuola secondaria di 1° grado);

· il potenziamento dell’informatica.

L’Istituto Comprensivo svolge i suoi compiti in collaborazione con altri soggetti istituzionali presenti sul territorio: amministratori locali, operatori socio-sanitari, del volontariato, dell’ associazionismo e di altri enti formativi.

Orienta i giovani nelle scelte scolastiche e professionali successive. Promuove la libertà di insegnamento e il confronto aperto e costruttivo con le famiglie.

Nella gestione quotidiana delle nostre attività ci ispiriamo ai seguenti principi:

uguaglianza: tutti gli alunni godono delle stesse opportunità indipendentemente da sesso, etnia, religione, opinioni politiche, condizioni psico-fisiche ed economiche;

accoglienza e integrazione: la scuola s’impegna ad agevolare l'ingresso degli alunni nelle classi iniziali, ad accogliere adeguatamente gli alunni stranieri, a favorire l'integrazione degli alunni diversamente abili e a farsi carico degli alunni in situazione di disagio;

valorizzazione delle differenze: ciascun bambino e ciascuna bambina entra nella scuola con un suo patrimonio di qualità e di esperienze che lo/a rendono unico/a. La scuola intende valorizzare tali diversità affinché non si trasformino in difficoltà di apprendimento, in problemi di comportamento e conseguentemente in disuguaglianze sul piano sociale e civile. La scuola si impegna perciò a programmare percorsi che siano da una parte adeguati alle capacità di ciascuno e dall’altra mirati al raggiungimento di obiettivi comuni;

partecipazione: la scuola si impegna a mantenere un confronto aperto e costruttivo con le famiglie per individuare e condividere i valori di riferimento che la devono caratterizzare;

libertà di insegnamento: la scuola  assicura il rispetto della libertà di insegnamento senza la quale non si può garantire appieno la formazione degli alunni e delle alunne;

trasparenza: la scuola si impegna a semplificare al massimo tutti gli atti amministrativi e a comunicare in modo comprensibile e trasparente con le famiglie per fornire un servizio efficiente ed efficace;

continuità: la scuola individua ed elabora gli strumenti per garantire la continuità educativa tra i diversi ordini e gradi dell’istruzione, al fine di promuovere uno  sviluppo armonico della personalità degli alunni. E’ attiva, a tale scopo,  una commissione formata dagli insegnanti della scuola dell’infanzia, scuola primaria e secondaria di 1° grado, che elabora in itinere, anno dopo anno, un “progetto continuità”, adeguato alle esigenze sociali ed educative emergenti.  Il progetto viene attuato con incontri periodici tra insegnanti dei diversi ordini di scuola, con visite degli alunni alle scuole dell’ordine successivo, con incontri informativi con le famiglie.

 

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